Il Trucco C’è e fa Vedere Come Sei

Perché ci trucchiamo?Un po’ ogni giorno, sontuosamente nelle occasioni speciali. Perché ci trucchiamo? Quali molle profonde scattano nel momento in cui cerchiamo di abbellire – o addirittura modificare – il nostro aspetto per presentarci agli altri?
La psicologia rivela che un’azione tanto ordinaria e comune ha in realtà radici profonde e motivazioni personali e culturali svariate e a volte insospettabili.

Storia
Truccarsi è sempre stata un’arte, quasi mai frivola o superficiale. Ornare il viso è usanza documentata nell’Antica Grecia, in Egitto, tra le tribù africane. Applicare al volto colori e orpelli ricavati dalla natura significava enfatizzare il carattere, la personalità e la condizione sociale. A volte, come nel ‘700 europeo, parrucche, ceroni e finti nei trasformavano l’aspetto.
Il trucco ha a che fare quindi, storicamente, tanto con l’identità psicologica di una persona quanto con il modo in cui questa desidera caratterizzarsi nei confronti degli altri: può sottolineare o nascondere caratteristiche somatiche e individuali.

Recitare una parte quotidiana
Migliorarsi evidenziando aspetti di sé sentiti interiormente, nell’esperienza della percezione di se stesse: attraverso il trucco le donne spesso intendono giocare con immagine e identità, dicendosi: ‘vorrei sognare di essere una donna sexy, semplice, una diva, una che sa farsi stimare, bellicosa, alla moda, dolce, remissiva’ e via dicendo.
Il maquillage tende ad enfatizzare un’angolatura di sé visibile dall’interno della propria psiche. Non solo ‘maschera’ da appoggiare al viso, quindi, ma rappresentazione di aspetti ben più profondi, legati a come percepiamo noi stesse e a come vorremmo che gli altri ci vedessero.

Mascherare insicurezze? Solo a volte
Il trucco dunque mira ad abbellire l’immagine, puntando su caratteristiche non solo fisiche ma anche psicologiche: dolcezza, semplicità, sensualità, aggressività,  risolutezza. Ecco perché ogni donna è diversa e si trucca diversamente, enfatizzando gli aspetti di sé che suppone attraenti. Truccarsi è quindi un segnale di sicurezza in noi stesse: riconosciamo di essere desiderabili, o per lo meno, di intuire le potenzialità del nostro viso.
L’insicurezza è annunciata invece dall’eccesso di make-up, con il quale ci autoincoraggiamo a disinibirci di più, tanto da sfiorare, a volte, il ridicolo. Esagerando tendiamo ad affermare sicurezza e libertà finte.

Gli occhi: guardami l’anima
Truccare gli occhi significa enfatizzare un’area del viso espressiva e comunicativa, che accentua la personalità, ‘desidero mostrarti la mia anima’. È per questo che una passata di trucco per gli occhi ci fa sentire sentire subito più a nostro agio.

Le labbra: accendiamo i sensi
Truccando la bocca si vuole esprimere sensualità e femminilità, tanto più con rossetti dai colori accesi, vivaci, o vistosi.

Trucco a tinte forti o sfumate
Smalto, rossetto e ombretto dai toni vividi manifestano vitalità e vivacità, anche se a volte cercano di mimetizzare tristezza e malinconia.
Al contrario colori tenui spesso manifestano timidezza e una sottile paura di essere al centro dell’attenzione.

Make-up, progetto su noi stesse
Ci trucchiamo, quindi, per apparire come vorremmo ‘sentirci’. Anche di fronte a potenziali interlocutori o spettatori:  le persone che frequentiamo, che vediamo, con cui intessiamo relazioni.
Trucco soprattutto per noi stesse, in definitiva, tenendo presente però che qualcuno ci vede e ci osserva, anche senza pensarci. Magari, potenzialmente, un uomo che potrebbe apprezzarci…
Truccasi quindi comporta avere un progetto mentale di come ci si rappresenta a sé e agli altri. Mettersi davanti allo specchio con gli strumenti di make-up è come iniziare a dipingere una tela: il quadro che realizziamo con pennelli e colori l’abbiamo prima in mente.

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