Come Porti i Capelli Bella Bionda, Rossa, Verde, Grigia, Viola…?

Consigli Capelli Colorati TrattatiQuante italiane scelgono di non portare i capelli del loro colore naturale? Moltissime, l’ottanta per cento circa, dicono le statistiche. Riflessi, mèches o colorazione totale, “giocare” con la tinta piace quasi a tutte.
Ma non si tratta, in effetti, solo di un gioco, e occorre ricordarlo: per evitare passi falsi dal  parrucchiere e dopo, a casa, quando la cura delle chiome è tutta nelle nostre mani e il risultato – una tinta brillante e convincente – dipende persino qualità dell’acqua del rubinetto.
Ecco qualche tip per non commettere errori, “rubato” ai migliori colorist italani.

Capirsi è tutto, o quasi. Con il colorist bisogna intendersi, ma soprattutto evitare di fraintendersi. Le parole, a volte, non bastano. Biondo rame o dorato: siamo d’accordo sulla sfumatura? Il castano è chiaro per entrambi o no? Mostriamogli il maggior numero possibile di immagini che rappresentino ciò che cerchiamo. Prendiamole da Internet, scarichiamole sul telefonino, contorniamole sui magazine, ma facciamogliele vedere.

Colpi di sole chiari? Attente all’ingiallimento. Utilizziamo uno shampoo tonalizzante viola, una volta la settimana. Lo troviamo anche al supermercato e serve a evitare che i toni cenere si facciano color pannocchia.

Meglio la colorazione semi-permanente, senza ammoniaca: scarica un po’, ma evita l’effetto ricrescita e assicura un aspetto più naturale. Aggiungendo poi  qualche schiaritura sulle lunghezze, i pochi bianchi che fanno capolino si nascondono meglio, permettendo di allungare l’intervallo tra una colorazione e l’altra.

Se si usano prodotti con ammoniaca od ossigeno, meglio che i capelli non siano appena lavati. In questo modo sfruttiamo meglio il film di sebo naturale che protegge cute e lunghezze. Con i prodotti ad acqua invece i capelli devono essere  pulitissimi per far aderire meglio il pigmento.

Meglio cominciare da una prima schiaritura intermedia, seguita da una seconda dopo un paio di settimane. Decolorare oltre tre toni in una sola seduta costringe a usare ossigeni aggressivi e poi, in questo modo, lo ‘shock’ è minore: lo sguardo deve abituarsi.

Aceto: un cucchiaio dopo lo shampoo assicura lucidità e brillantezza, acidificando. E non è la sola ricetta ‘della nonna’ utile: un risciacquo finale con acqua ghiacciata sigilla le squame assicurando così un colore ultra luminoso.

Serve mantenere a giusta dose di pigmento per garantire un colore sempre acceso. Versiamo quindi un flacone di tonalizzante a base di pigmenti puri – del colore della tinta oppure, in caso di colpi di sole, della nuance delle ciocche più chiare – dentro una confezione nuova di balsamo, agitando bene, e usiamolo almeno una volta la settimana.

Lo shampoo sbiadisce, ma basta anche la semplice acqua del rubinetto, calcarea e alcalina, a scaricare poco alla volta il colore. Meglio quindi scegliere detergenti senza solfati, ossia senza sali, che opacizzano la tinta lavandone la parte cosmetica cui si deve la lucentezza, e balsami con un pH acido, che mantengono chiuse le squame.

La colorazione tende comunque a increspare i capelli dritti. Per fare penetrare i pigmenti, infatti, deve inevitabilmente aprire le squame. Applichiamo sempre, dunque, dopo la piega, un olio nutriente a base siliconica che mantenga la fibra ben chiusa.

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