Cambio di stagione: più sonno o sonno migliore?

Dolce Dormire consigli KallèisAprile dolce dormire, si dice.
È la cosiddetta sindrome da letargo, che ci assale in questo periodo, con giornate più lunghe e temperature più elevate, cui il fisico fatica ad abituarsi.
Ma è davvero  ancora così?
Sembra sempre più difficile, infatti, godere di un buon sonno ristoratore e riparatore: all’insonnia “classica” – ne soffrono 10/12 milioni d’italiani – si aggiungono oggi i disturbi causati dalla bulimia e dall’uso di smartphone, tablet, notebook e pc. Utilizzare uno di questi dispositivi per due ore, prima di coricarsi, abbatterebbe del 22% la melatonina, ormone del sonno, secondo una recente ricerca.

Eppure dormire bene è fondamentale per la salute, come una dieta bilanciata, e per l’attività quotidiana. Se manca il sonno viene meno il carburante e compaiono, in compenso, irritazione e ansia, sonnolenza e mal di testa martellante lungo la giornata. Calano produttività e socialità. Se non si riposa a sufficienza – secondo i bisogni di ciascuno – e secondo qualità tutto rischia di andare a monte, compresi propositi e programmi dedicati alla forma, al benessere, alla bellezza.

Cosa fare allora in caso d insonnia? Contare le pecore o ricorrere ai farmaci? Esistono anche altri accorgimenti easy che aiutano a “prendere sonno”. Ve ne consigliamo alcuni.

Se non riuscite ad addormentarvi, alzatevi.
La camera da letto, secondo alcuni studi, può provocare una sottile ansia, restando sotto le lenzuola con gli occhi sbarrati. Pazientate una ventina di minuti: sedetevi in un’altra stanza, leggete, attendete che vi riprenda in modo naturale la sonnolenza.

No alcool, caffè, grassi.
Caffeina bandita per almeno 6-8 ore prima di andare a letto. L’acool, che in apparenza sembra aiutare ad assopirsi, deteriora però la qualità del riposo in modo devastante, con “buchi del sonno” ed emicrania. Da evitare anche i cibi grassi, che stimolano reflussi acidi e cattiva digestione.

Almeno 7 ore.
Certo, la quantità di sonno necessaria dipende sempre dalle esigenze individuali. Ma la maggior parte delle persone ha bisogno di 7/9 ore per ricaricarsi correttamente. E dormire meno di 6 può portare con sé malanni, anche gravi: obesità e disturbi cardiaci.

Attenzione al social jet lag.
Si tratta dell’abitudine a restare a letto a oltranza nel fine settimana. Una pratica che nella realtà non aiuta a recuperare si dimostra anzi dannosa. Il ritmo circadiano si spezza, aumenta la massa corporea e tra lunedì e martedì alzarsi sarà durissima. Quindi nel weekend sveglia in avanti di un’ora al massimo e attività programmate.

Smartphone vietato…
Come si diceva gli schermi retroilluminati abbattono il tasso di melatonina: è consigliabile quindi spegnere il telefonino, croce e delizia delle nostre giornate, almeno un’ora prima del sonno. E non cadere nella tentazione di riaccenderlo o giocarci tra le lenzuola: mettetelo a ricaricare in una stanza diversa.

… e schermi proibiti.
Vale la stessa raccomandazione per tablet, pc, notebook e, se possibile, TV. Meglio spegnerli qualche mezz’ora prima e concedersi un po’ di yoga, un bel libro, un bagno caldo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>