Macchie Della Pelle, Tutto Quello Che C’è da Sapere (2/2)

Le discromie Cutanee

Quali trattamenti esistono contro le discromie?

Negli ultimi anni sono stati valutati numerosi medicamenti attivi  per combattere questo problema.
I risultati migliori e più duraturi si sono ottenuti bloccando selettivamente la biosintesi della melanina inibendo l’enzima che permette la sua sintesi: la tirosinasi.

Macchie della Pelle Tirosinasi

In alcuni casi, le macchie possono scomparire spontaneamente; più spesso però, si deve ricorrere a trattamenti cosmetici ad azione schiarente, soprattutto quando le discromie risultano esteticamente poco accettabili. I trattamenti schiarenti in commercio agiscono essenzialmente su tre diversi fronti: o bloccano l’enzima (tirosinasi) che produce la melanina, aumentano il ricambio cutaneo (sostanze leviganti: acido glicolico) o vanno a impedire la sintesi di prostaglandine, svolgendo un’azione lenitiva e disarrossante (acido glicirretico).

Le sostanze in grado di agire bloccando l’enzima tirosinasi sono probabilmente le più efficaci. Numerosi studi ne hanno valutato l’efficacia. Miglioramenti significativi si sono visti con la combinazione dei vari ingredienti attivi, si garantisce in questo modo l’azione sinergica più pronta e duratura.

Arbutina, acido cogico, acido azelaico sono attualmente le sostanze che più spesso rientrano nella composizione dei cosmetici utilizzati come schiarenti. L’arbutina è una sostanza naturale ottenuta per estrazione dall’Uva Ursina, viene impiegata in concentrazioni variabili fra l’1% e il 10%. L’acido cogico (o acido kojico) è la sostanza ad attività depigmentante più utilizzata ed è utilizzato ad una concentrazione compresa fra l’1 e il 3%. L’acido azelaico viene prodotto in natura da un lievito ; il suo meccanismo d’azione è duplice (inibizione della tirosinasi e antiossidante) e presenta una buona tollerabilità cutanea.

Le sostanze ad azione levigante (es. Acido glicolico) sono in grado di aumentare il ricambio cellulare della pelle inscurita; favorendo infatti l’eliminazione di cellule già pigmentate, rendono più omogeneo il colore e la superficie cutanea. Inoltre, promuovendo il rinnovamento cellulare, impediscono ai melanociti di inserire la melanina nelle cellule adiacenti. Alcuni studi indicano che la combinazione di diverse sostanze funzionali può risultare più efficace. Sono attualmente ancora in fase di studio altri componenti di derivazione vegetale.

Infine, anche alcuni farmaci (corticosteroidi e tretinoina applicati localmente) vengono impiegati per l’azione depigmentante, ma il loro uso è riservato a limitati casi selezionati dal dermatologo, in quanto possono rendersi responsabili di effetti indesiderati gravi.

E per finire… alcuni suggerimenti

Per ottenere il massimo dei risultati da un trattamento schiarente è indispensabile:

  • Non esporsi troppo all’azione dei raggi UV, senza un’adeguata protezione solare.
  • Proteggere quotidianamente dall’azione nociva dei raggi solari le zone affette, applicando una crema da giorno con filtro UV, senza questo semplice gesto di prevenzione qualsiasi trattamento è infatti destinato ad avere poco successo.
  • Applicare Latte e Tonico mattina e sera per detergere la pelle in profondità e preparare la pelle a ricevere i trattamenti.
  • Per intensificare l’effetto illuminante e schiarente, può risultare utile abbinare un cosmetico Levigante con Acido Glicolico e Vitamine, che con la sua azione esfoliante e antiossidante favorisce il ricambio cellulare e rende la pelle più ricettiva ai trattamenti successivi.
  • Protrarre i trattamenti schiarenti per un periodo minimo di due mesi applicando la crema  tutti i giorni una o due volte al giorno.

Testo scritto da:
Dott.ssa Valentina Tabelli
“Laurea in Farmacia” presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Padova
Specialista in Galenica e Cosmetica

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